Capri degli scrittori: l'isola dove il Novecento venne a scrivere

Da Kopisch a Malaparte, le pagine e le case che hanno fatto di Capri una stanza di scrittura sul mare.

26/10/2026

1826, un poeta tedesco e una grotta da riscoprire

La Capri letteraria comincia con una nuotata. Nell'agosto del 1826 il poeta e pittore August Kopisch, ospite della locanda di Giuseppe Pagano, entrò a nuoto con l'amico Ernst Fries e il barcaiolo Angelo Ferraro in una cavità che i pescatori evitavano perché la credevano abitata da spiriti. Kopisch ne fece un racconto, pubblicato anni dopo, che fece conoscere la Grotta Azzurra ai viaggiatori del Grand Tour. Da allora l'isola non fu più soltanto un approdo di pescatori e di rovine romane: divenne un posto da descrivere. Quella luce che filtra dal basso e accende l'acqua è la stessa che ispira la collezione Grotta Azzurra, nata dal punto in cui Capri è entrata per la prima volta in letteratura.

grotta azzurra
grotta azzurra

Axel Munthe e la villa costruita su un libro

Il medico svedese Axel Munthe salì per la prima volta la Scala Fenicia da giovane e decise che avrebbe vissuto lassù, ad Anacapri, sui resti di una cappella dedicata a San Michele. Ci mise decenni, recuperando nel cantiere frammenti antichi, colonne e marmi. Nel 1929 pubblicò "La storia di San Michele", un libro di memorie tradotto in decine di lingue che portò sull'isola generazioni di lettori. La villa, con la sfinge di granito affacciata sul golfo, è ancora oggi una delle tappe più amate di Anacapri. La collezione San Michele prende da quel luogo l'idea di una bellezza costruita con pazienza, pezzo dopo pezzo.

grotta azzurra
grotta azzurra

Esuli, rivoluzionari e un romanzo chiamato Nepenthe

All'inizio del Novecento Capri accolse anche chi fuggiva. Maksim Gorkij visse sull'isola dal 1906 al 1913 e nelle sue ville ospitò intellettuali russi in esilio. Nel 1908 arrivò anche Lenin, ritratto in una celebre fotografia mentre gioca a scacchi con Bogdanov sotto lo sguardo di Gorkij. Pochi anni dopo lo scozzese Norman Douglas trasformò l'isola in Nepenthe, la scena del suo romanzo "Vento del Sud" (1917), una commedia di eccentrici sospesi tra caldo e scirocco. Douglas riposa nel cimitero acattolico di Capri. Era una vita sociale fatta di incontri a pochi passi dalla piazza, la stessa che rivive nell'argento della collezione Piazzetta 925.

san michele
san michele

Neruda a Tragara: versi per Matilde

Nel 1952 Pablo Neruda, esule dal Cile, trascorse alcuni mesi a Capri insieme a Matilde Urrutia, ospite di una casa di Edwin Cerio lungo la strada verso Tragara. Lì prese forma parte de "I versi del Capitano", stampato a Napoli quell'anno in un'edizione anonima e fuori commercio, perché la loro storia d'amore era ancora segreta. Decenni dopo il film "Il postino" avrebbe reso popolare questo soggiorno, spostando però le riprese a Salina e Procida. Via Tragara resta una passeggiata piana e luminosa che finisce sul belvedere dei Faraglioni. È il paesaggio che ispira la collezione Tragara, un'eleganza misurata, pensata per durare.

grotta azzurra
grotta azzurra

Malaparte e il sentiero del Pizzolungo

Sul promontorio di Capo Massullo, tra il 1938 e il 1942, Curzio Malaparte fece costruire una casa rossa a forma di parallelepipedo, con una scala che si allarga verso il tetto-terrazza: la chiamava "casa come me". Nel 1963 Godard la scelse come set de "Il disprezzo" e da allora è diventata un'icona dell'architettura. La casa si vede bene dal sentiero del Pizzolungo, che parte dall'Arco Naturale, passa per la Grotta di Matermania e arriva a Tragara. Dall'altra parte dell'isola la Via Krupp scende in curve strette fino a Marina Piccola. Per seguire queste storie anche in gioielli, scoprite le collezioni di Capri Jewels.

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